HIV <> AIDS?


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Personalissime e discutibilissime riflessioni di un "homo qualunquis" su un problema molto serio

Queste considerazioni risalgono a qualche tempo fa, ma sono sostanzialmente ancora valide; lo spunto è venuto dopo che ho finito di leggere "AIDS: Il virus inventato" di Peter Duesberg. E' opportuno precisare che lo scrivente ha una cultura medica che è quella di un comune cittadino, e quindi chiunque avesse critiche o precisazioni da fare può contattarmi ed io sarò lieto di correggere il tiro ove necessario; le mie opinioni prendono spunto dagli studi di eminenti scienziati con i quali non ho il diritto di paragonarmi; d'altro canto, esiste una marea di altri eminenti scienziati che la pensano in modo categoricamente opposto, ed hanno ovviamente tutto il titolo ed il diritto di smentire anche pubblicamente quanto scritto qui.

In definitiva, ritengo che il libro che ho citato sopra sia da leggere, indipendentemente dal proprio atteggiamento sul problema o dalla propria estrazione culturale. Poi, magari, ci si può divertire a trovare i punti deboli delle tesi dell'autore (alcuni ce ne sono, secondo me), ma la sostanza rimane: probabilmente, oltre vent'anni di ricerche sull'AIDS non hanno fatto altro che buttare una marea gigantesca di soldi senza arrivare sostanzialmente a nessun risultato tangibile; ciò è molto probabilmente frutto di un "peccato originale" molto grave, cioè l'aver creato l'artificiosa convinzione che il virus HIV sia la causa delle circa trenta diverse patologie che vengono ricondotte all'AIDS.

La cosa bella ed inaspettata per me è che molte considerazioni che vengono fatte nel libro le avevo già fatte per conto mio, in precedenza. Tante volte mi son detto "azz, me n'ero accorto anch'io!" mentre leggevo. Ad esempio, da "uomo della strada" ho trovato sempre poco convincenti le argomentazioni riguardanti HIV:

  • "virus delicatissimo"
  • "difficile da isolare in laboratorio"
  • "virus lento, tempi di incubazione di X mesi"
  • "tempi di incubazione di uno-due anni"
  • "tempi di incubazione di dieci anni"

Ma come facevano a saperlo, se il virus si conosceva da così poco tempo? Era
evidente che si sparavano ipotesi a pene di segugio(*), tanto nessuno le poteva contraddire. Ricordo ancora le catastrofiche previsioni sulla diffusione dell'epidemia fatte 15 anni fa. Ogni tanto ci ripensavo e mi chiedevo dove fossero tutti i malati di AIDS previsti: forse che la catastrofe era un flop? Poco tempo fa, mi sono profondamente bucato un dito in spiaggia a causa di un ago di siringa. Avrei dovuto reagire in modo abbastanza isterico, soprattutto alla luce delle innumerevoli leggende metropolitane che narrano di poveri innocenti condannati a morte solo per aver calpestato qualche siringa a piedi nudi, ma invece mi sono limitato a sciacquare il dito con un po' d'acqua di mare, a farlo sanguinare un po' e basta, considerando che "meglio a me che non ad uno dei tanti bimbetti che fanno i castelli di sabbia". In altre parole, le considerazioni di Duesberg, secondo cui HIV non è questa grande minaccia, per quanto mi riguarda hanno sfondato una porta già aperta.

Il più importante punto di accordo tra la mia piccola esperienza ed il libro di Duesberg riguarda il fatto che i media, i politici, i ricercatori, ed in definitiva TUTTI, si abbia la tendenza a sovrastimare in modo esagerato l'importanza delle malattie infettive, arrivando ad ipotizzare epidemie distruttive a livello planetario se non addirittura ad inventare del tutto le infezioni (come potrebbe essere il caso dell'HIV).

Chi non ricorda il terrorismo mediatico fatto sul virus Ebola? All'epoca (era il '95?), si sentivano quotidianamente al telegiornale gli allarmanti servizi su quella che poteva essere una tragedia imminente. Che poi non c'è stata.

Il culmine credo che lo si sia raggiunto con la storia della mucca pazza. Siamo riusciti a montare un casino internazionale per un problema che, dati alla mano, è di dimensioni tutto sommato modeste e ben lungi dall'essere un "allarme per la salute continentale". Oggi come oggi, è enormemente più pericoloso fare un pisolino pomeridiano sul proprio letto che mangiare una bistecca. Non parliamo poi di fare una passeggiata a piedi in centro: credo che in questo caso la probabilità di rimanerci secchi sia almeno diecimila volte più elevata. Stranamente, la gente passeggia tranquillamente per strade e parchi, ignara dell'imminente pericolo che incombe nel mettere in pratica tali spericolate prodezze; sembra che alcuni incoscienti genitori portino con sè addirittura i bambini a sfidare la sorte in modo così spavaldo. Però la gente è terrorizzata dall'ipotesi di essere contaminata da questo terribile morbo che in un anno è riuscito nell'incredibile impresa di infettare UNA persona. Forse.

L'importante è alimentare il senso di insicurezza e di paura nei confronti di qualcosa di subdolo e poco tangibile. Le malattie infettive, o presunte tali, si prestano perfettamente allo scopo, addirittura meglio delle contaminazioni nucleari. Fa nulla se oggi la mortalità dovuta a malattie infettive è bassissima, enormemente al di sotto di altre cause che hanno il "difetto" di essere chiare ed evidenti, sotto gli occhi di tutti. Sulla base dell'insicurezza e della paura della gente si possono costruire dei bei business, delle belle carriere, dei bei titoli di giornale, ed i governi allargano facilmente i cordoni della borsa. E' questo che conta.

Nel frattempo, sulle strade italiane ogni giorno muoiono decine di persone, cioè migliaia ogni anno, tutti i santi anni, nella stragrande maggioranza dei casi a causa di imperizia o scarsa preparazione alla guida. Però la gente non ne vuole affatto sapere di imparare a guidare in modo consapevole e sicuro, e le "campagne" svolte a questo scopo sono scarsissime e praticamente solo di facciata; e i mezzi d'informazione praticamente ignorano quasi del tutto questo problema.

Tornando all'AIDS ed all'HIV, credo (come crede Duesberg) che difficilmente questo legame verrà scisso in modo deciso, se mai ciò dovesse realmente avvenire. Personalmente ritengo che ciò non avverrà almeno fino al prossimo "allarme planetario"; dopo, magari, l'HIV potrà sparire tranquillamente così come è sparito Ebola, senza fare troppi danni. Naturalmente, a patto che nel frattempo si sia inventato qualcosa di più redditizio.


(*): Per gli illetterati: "A pene di segugio" = "A cazzo di cane"